COMUNICATO STAMPA del presidente di Federvi P.A. Piemonte e Valle d’Aosta, in data 8 ottobre 2018

 

FederviPA, con il Movimento per la Vita Italiano di cui è federazione regionale piemontese, saluta con favore la così detta “mozione anti-aborto” approvata dal Consiglio comunale di Verona.

 

Evitando di inserirci nelle polemiche politiche e ideologiche che poco hanno a che fare con la sofferenza e la solitudine di molte donne a cui i nostri Centri si rivolgono quotidianamente, accogliamo con speranza il “raggio di sole” che spunta dalla Città scaligera e che ci auguriamo possa illuminare altre comunità locali, anche piemontesi, sul valore della vita sin dal concepimento e sull’esistenza di alternative concrete all’aborto, per garantire così il diritto alla nascita e una reale tutela della maternità.
Chiediamoci quante donne che hanno abortito non l’avrebbero fatto se fossero state aiutate concretamente da una società e da uno Stato capaci di avvertire l’inestimabile valore di una vita o semplicemente di applicare la parte preventiva della legge 194/78 rimasta inapplicata.

 

Ricordiamo infatti che l’aborto non è, neanche per la legge italiana, una “scelta” di libertà o un diritto, ma semmai una possibilità estrema concessa, ma che si dovrebbe tentare in ogni modo di evitare, per la tutela sia del bambino che della madre (Legge 194/78 art. 1-2-5). Sottolineiamo che la mozione in questione non impedisce nulla e non si mette al di sopra della “scelta” della donna, volendo semplicemente applicare (con aiuti concreti) proprio le suddette parti della legge disattese di prevenzione dell’aborto.

 

Oggi si continua a dire alle donne di essere “libere di abortire”, ma dall’altra parte poco o nulla le si offre per renderle “libere di non abortire”. Le pressioni sociali e i condizionamenti purtroppo sono solo a favore dell’aborto, quelli nessuno li contesta, ma proprio quelli semmai dovrebbero essere rimossi (sempre secondo la legge 194/78). Perché si ha così tanto timore di dare alla donna la possibilità di confrontarsi con una parola diversa e un’alternativa possibile?

 

Chi opera nei nostri Centri di Aiuto alla Vita sa bene quanto la vicinanza e l’aiuto concreti possano donare alla donna il coraggio e la forza di accogliere il figlio che porta in grembo. Usciamo allora da nocive e disumane ideologie e iniziamo ad approcciare con sguardo rinnovato all’aborto, alla maternità e alla vita nascente.
Federvi.P.A. Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta

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Claudio Larocca
Claudio Larocca, 38 anni di Torino ma con origini pugliesi e lucane che hanno influenzato la mia impulsività e la fin troppa schiettezza. Incontrare il Signore da adulto ha stravolto la mia vita e mi ha condotto su strade inaspettate. A 19 anni, portando avanti la mia passione per la musica e il canto, ho scritto una canzone pensando di essere il padre di un figlio condannato all’aborto, dopo aver affrontato per la prima volta in modo maturo l’argomento con quella che allora era la mia fidanzata e che oggi è mia moglie. A 22 ho ricevuto la Cresima e a 26 ho ricevuto la proposta di diventare presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Rivoli. Fin da subito con la mia fidanzata mi sono dedicato alla vita nascente non solo tramite dibattiti e opportunità formative ma soprattutto incontrando le donne, le mamme che stavano vivendo il dramma di valutare l’aborto per loro stesse e il figlio, confutando l’idea che gli uomini e ancor meno i ragazzi non possano farsi anch’essi interpreti della difesa della vita. Sono seguiti incarichi come Dirigente del Movimento per la Vita, responsabile Giovani regionale e quest’anno Presidente di Federvi.P.A. (Federazione dei Cav e dei Mpv di Piemonte e Valle d’Aosta). In parallelo ho continuato il percorso di fede iniziato con alti e bassi, ma con l’inestimabile sostegno della Madonna de La Salette a cui sono devoto. Mi sono sposato e sono padre di Simone di quasi 9 anni. Dal punto di vista professionale nello stesso anno del mio matrimonio ho conseguito il titolo di Consulente del Lavoro. L’attività lavorativa mi ha consentito di acquisire competenze in materie giuslavoristiche e di gestione del personale. In ogni ambito della mia vita, associativo e professionale amo approfondire e mettermi continuamente in discussione e alterno approcci a volte contradditori, perché sono molto esigente verso di me e verso gli altri, a volte capace di giudizi taglienti ma anche di lasciarmi intenerire e commuovere facilmente, come quando mi rivolgo ai ragazzi per discutere in merito all’affettività e alla preziosità della sessualità umana e soprattutto quando ho l’occasione unica di incontrare le donne già mamme che, schiacciate dal giudizio di un mondo disumano, vogliono sacrificare il proprio figlio e loro stesse.