Tempo fa mi sono imbattuta per caso in un episodio qualsiasi di una serie che, se avessi conosciuto per genere o per target, non avrei mai scelto di vedere. Invece accendendo la tv su un canale a caso ho trovato quello che, come solo in seguito compresi, non era un episodio qualsiasi e ho conosciuto quella che sarebbe diventata una delle mie serie tv preferite.

Sto parlando di Dc’s Legends of tomorrow, un prodotto di casa CW, appartenente al cosiddetto Arrowerse (l’universo di serie tv nate inizialmente come spin-off di Arrow).

Da non amante del genere fantascientifico, potrete capire il mio stupore nel notare come, minuto dopo minuto, scena dopo scena, non riuscissi a staccare gli occhi da un prodotto che, neanche a metà dell’episodio, aveva già denocciolato perle su viaggi nel tempo, diversi possibili futuri e tentativi di salvataggio del mondo contro un’apocalisse creata da un solo uomo al cui confronto [cito testualmente] “Cesare, Hitler sono semplici dilettanti”.
Perché Legends, dunque, riusciva ad appassionarmi?
Perché aveva qualcosa in più, qualcosa che decisamente merita di esserle riconosciuto.

È impossibile affrontare questo tema senza scendere nei particolari perciò, a meno che non siate amanti degli spoiler, se non l’avete ancora fatto vi consiglio di andare subito a mettervi in pari con i viaggi delle “Leggende”.

Central City, 2016. Un uomo misterioso, dal lungo cappotto marrone e con un raggio ipnotico, mette insieme una squadra di supereroi, denominandoli “Leggende”. Come gli 8 poveri malcapitati decidano di accettare l’offerta di salvare il mondo in una missione suicida da parte di uno sconosciuto che proietta loro l’immagine di un futuro distopico in cui il pianeta è in fiamme, piegato sotto il dominio del tiranno Vandal Savage, ci è ben presto spiegato attraverso uno sguardo più ravvicinato alle loro condizioni.

Le vite di tutti loro avevano subito notevoli cambiamenti, portandoli a interrogarsi su chi fossero e quale posto gli spettasse. Per motivi diversi Sara Lance, Ray Palmer (alias Atom), Jefferson “Jacks” Jackson e Martin Stein (le due parti del supereroe Firestorm), Kendra Saunders, Carter Hall, Leonard Snart e Mick Rory stavano cercando tutti la stessa cosa: trovare uno scopo nella loro vita.

Insomma chi, nelle loro condizioni, non avrebbe risposto “entusiasta” alla chiamata di un affascinante Rip Hunter, Time master proveniente dall’Inghilterra e – Oh beh – dal futuro?

Un viaggio alla scoperta di sé tra le pieghe del tempo: Dc’s Legends of tomorrow

La missione delle Leggende viene distribuita lungo l’arco di 16 episodi, in cui la squadra più eterogenea di ogni tempo viaggia in diversi luoghi e in diverse epoche, scontrandosi con diversi oppositori, nel tentativo di salvare il futuro.

Puntata dopo puntata ogni personaggio viene scandagliato, mostrandone passato, presente e probabile futuro. Probabile, sì, perché come viene più volte ribadito, il futuro non è mai veramente scritto.
Questo è uno dei punti cardine della serie: nessuno può decidere al nostro posto, siamo noi stessi i fautori del nostro destino e dobbiamo impegnarci per creare la vita che vogliamo. Così come non possiamo rimanere fermi davanti ad atrocità che si consumano quotidianamente, ma al contrario siamo chiamati ad agire per cambiare le cose. Anche quando ci sembra impossibile, anzi proprio quando ci sembra di essere senza possibilità, Legends ci insegna a crearcele da soli.

Il pubblico conosce, insieme agli stessi personaggi, le paure, i desideri e i sentimenti di questi, in un percorso di crescita che, giorno dopo giorno, affianca alla salvezza del mondo una battaglia ancora più grande: la salvezza di se stessi.
Ogni personaggio, infatti, inizialmente smarrito e sfiduciato, troverà infine il proprio ruolo come Leggenda.

Si può parlare delle Leggende come di sconosciuti catapultati in un viaggio nel quale vivono esperienze capaci di unirli come una famiglia. Oppure di una squadra di disadattati pronti ad “incasinare le cose per il meglio”, infischiandosene delle regole.

Un viaggio alla scoperta di sé tra le pieghe del tempo: Dc’s Legends of tomorrowUn viaggio alla scoperta di sé tra le pieghe del tempo: Dc’s Legends of tomorrow

O ancora possono corrispondere alla definizione di luogo in cui essere sempre accolti, nonostante le differenze e le proprie debolezze.

La prima stagione termina insegnando ad accettare le perdite che si subiscono nella vita e ad andare avanti cercando sempre una nuova direzione, seguendo un faro di speranza inesauribile.
Ed è non solo nella prima, ma nel corso di tutte e tre le stagioni che assistiamo ad un cambiamento. Un cambiamento che interessa la composizione del team, le minacce da affrontare e l’animo dei personaggi.

Sara Lance, che si era imbarcata come ex membro della Lega degli Assassini, appena resuscitata da un “pozzo di Lazzaro” (sì, agli autori piace molto giocare con i nomi) che le aveva lasciato una sete di sangue incontrollabile, riesce ora a capire come la morte non sia l’unica strada, placando la sua voglia di uccidere e imparando a diventare un capitano forte e saggio, quando la squadra ne avrà bisogno. Completando il suo percorso di “rinascita” riscopre l’amore e si riscopre in grado di amare, fuggendo l’oscurità in favore della luce.

Un viaggio alla scoperta di sé tra le pieghe del tempo: Dc’s Legends of tomorrow

Leonard Snart sperimenta come la gioia più grande non derivi da una vittoria personale ed egoistica, ma dalla capacità di aiutare gli altri.

Rip Hunter impara ad essere non solo il capitano di una nave, ma una guida, un confidente e un orgoglioso “padre” pronto a sacrificarsi per le Leggende che ha “allevato” e in cui ripone fiducia e speranza. Nell’ultimo episodio della terza stagione Rip ammette di aver finalmente “imparato a pensare come una Leggenda”, dimostrando quanto quel gruppo di scapestrati gli abbia insegnato.

Questi sono solo alcuni esempi che testimoniano la vastità dei temi affrontati all’interno di questo universo cinematografico, che ha l’abilità di trattare gli argomenti più disparati, che toccano la vita di ogni spettatore, alternando saggezza e serietà ad una buona dose di comicità e allegria. Quello che connota questa serie tv è, in particolare, l’aria di leggerezza e familiarità che aleggia in ogni episodio, facendo spuntare un sorriso sul viso degli spettatori.

Tutto questo è possibile grazie non solo ad una sceneggiatura ben pensata e ad una forte produzione, ma soprattutto per merito di un cast d’eccezione, capace di esprimere al meglio l’essenza del proprio personaggio, risultando le perfette “Leggende di domani”.

In conclusione voglio ribadire l’invito a guardare una serie tv in cui potreste ritrovarvi, ricevendo un messaggio sempre diverso da quello colto da chi vi sta accanto, e che potrebbe tendervi una mano nel momento del bisogno, donandovi qualcosa che mai avreste pensato di ricevere.