Riportiamo qui di seguito l’intero messaggio in italiano (e il video in inglese) di Chiara Paolini, mamma di Emanuele Campostrini, noto a molti per essere il Charlie Gard italiano, in cui tuona contro la cultura della morte che vuole uccidere Alfie Evans e infonde un grandissimo coraggio a tutti coloro che stanno combattendo la buona battaglia per salvargli la vita!

 

“Sono la madre di tre bambini. Uno di loro è un bambino con una grande disabilità: è affetto da un’encefalopatia dovuta ad una malattia metabolica progressiva e fatale, una patologia mitocondriale. Come mamma vorrei fare alcuni ringraziamenti.

Prima di tutto voglio dire grazie a Kate James e a Thomas Evans. Che genitori coraggiosi! Voi siete la mamma e il papà che ognuno vorrebbe avere, che hanno combattuto per la vita del proprio figlio con tutte le loro forze. Quando hai tentato legalmente di liberare tuo figlio dall’ospedale, Tom, mi hai ricordato San Giuseppe quando « l’angelo venne, gli apparve e gli disse ‘alzati, prendi il bambino e la madre e fuggi in Egitto. Rimani lì fino a che non te lo dico, perché Erode cerca il bambino per ucciderlo’». Se fossi tua madre e per l’età potrei esserlo, sarei davvero fiera di voi: sono veramente fiera di voi! Sentirvi parlare, leggere quello che scrivete, è veramente di grande ispirazione! Finalmente una donna e un uomo che parlano con rettitudine, chiarezza, verità, con parole dirette, chiamando le cose col loro nome senza ipocrisia. È stato così bello sentirvi, ho pensato “c’è speranza per l’umanità”! Grazie, grazie davvero!

Avete detto cose chiare. È così chiaro, infatti, che se uno decide la data e il luogo della morte di un altro, lo sta uccidendo! Alcuni parlano di eutanasia, ma non lo è, perché l’eutanasia si verifica quando qualcuno (o se non può di persona, tramite il proprio rappresentante legale) chiede di essere ucciso. Quando invece uccidi qualcuno che non vuole essere ucciso, e sicuramente i genitori di Alfie non vogliono questo, questo ha un solo nome: omicidio. Non importa se qualcuno può rivolgersi ad una corte ed ottenere una carta che gli permette di farlo senza dover finire in galera, ciò non cambia la natura di questo atto. Qualcuno dice: “voi non conoscete le condizioni cliniche del bimbo”, beh, non ne ho bisogno. Perché so che uccidere qualcuno è SEMPRE sbagliato e non ci sono scuse o casi eccezionali che lo permettano a meno che non vogliamo distruggere la società. Se accettiamo l’uccisione di qualcuno con disabilità, come per Alfie, o perché è troppo malato, troppo giovane, troppo anziano, troppo nero, troppo ebreo, troppo cattolico o qualunque altra cosa, possiamo continuare all’infinito. Se si può uccidere qualcuno perché la sua vita non è producente o perché il suo cervello non funziona in maniera corretta, cosa accadrà a tutti i nostri bambini, alle persone con disabilità, alle persone anziane con la demenza o con l’Alzheimer, alle persone con tumore in stato terminale o altre malattie, ai soldati, ai pompieri e ai poliziotti che hanno servito i loro paesi e ci hanno rimesso la salute per proteggerci? Chiunque sarebbe in pericolo2.

Qualcuno potrebbe dire che questo non è un omicidio perché si sta solo staccando la ventilazione senza fornire al bambino un alto dosaggio di qualche medicinale. Beh, é sbagliato. È facile capirlo se si pensa al cibo: un neonato in salute necessita di cibo per crescere; se non lo fornisco (e sicuramente non può fornirselo da solo) ed esso muore di fame, io sono responsabile della sua uccisione in quanto l’ho privato di qualcosa di necessario. E il mio crimine non è certamente meno orribile se il mio bambino ha una disabilità, in verità è anche peggio, perché è così facile perpetrare crimini contro i più vulnerabili fra noi. Per la ventilazione la logica è la medesima. Non è una terapia perché grazie ad essa si sopravvive, ma ovviamente Alfie non sarà guarito dal suo ventilatore. Credetemi, uno può morire, quando giunge la sua ora, con un ventilatore acceso e anche un’ora dopo il suo pasto.

Anche ponendo l’ipotesi che un ventilatore sia una terapia (e non lo è), non potete dire che è inutile; infatti lo volete spegnere per la ragione opposta: perché sta funzionando, perché sta facendo il suo lavoro, sta mantenendo il bambino in vita. In realtà voi avete ammesso di voler eliminare il bambino perché avete giudicato la sua vita come inutile, che il bambino è inutile, non il suo trattamento. Una vita umana non diviene MAI inutile. Gli esseri umani non si trasformano mai in piante o in animali che potete uccidere quando vi conviene perché ne diviene difficile la cura o perché costa troppo.

Voglio ringraziare i medici, quelli che sono medici. Voi siete i medici, voi salvate le persone, voi combattete contro i nemici, contro le malattie, gli incidenti, le ferite e quanto di male può accadere, voi salvate vite, voi siete degli eroi! E ora che sta succedendo? Ci aspettiamo che voi non vi arrendiate! Per favore non tradite il giuramento di Ippocrate in cui avete promesso di non uccidere mai nessuno, anche se ve lo chiedono; noi abbiamo bisogno di fidarci di voi e di contare su di voi. Ci aspettiamo che non vi arrendiate. Ovviamente non è possibile curare ogni malattia. Se non potete curare qualcuno, potete ancora prendervene cura fino alla sua morte naturale o affidarlo ad altri medici che potrebbero avere altre possibilità. Perché vi arrendete? Vi state forse alleando col nemico perché non potete vincerlo? Siete forse schiavi delle malattie, del male, dell’oscurità? Noi non ci aspettiamo di certo che voi medici procuriate la morte come una soluzione della vostra mancanza di potere. È come se mi accecaste perché non avete occhiali da darmi. Beh, in questo caso è anche peggio non è così? La morte non è mai un atto di compassione. Ed è abbastanza ovvio a chiunque che la morte non è mai nel miglior interesse di una creatura vivente.

Noi accompagniamo le persone a morire controllando i sintomi, alleviando la sofferenza, circondandoli dell’amore dei loro familiari e amici, non CAUSANDO la morte sospendendo o interrompendo un trattamento. Stiamo accompagnando qualcuno a morire o ne stiamo causando la morte? Al momento Alfie non sta morendo affatto! C’è qualcosa di tremendamente sbagliato nel privare qualcuno della vita. Questi giovani genitori hanno affidato la vita del loro figlio a voi e voi gliela togliete. È così ingiusto1. Stessa cosa per i giudici e i magistrati: voi siete lì per proteggere le vite dei più deboli, non per decidere se qualcuno deve vivere o no e questa decisione non spetta né a voi né a nessun altro, specialmente in paesi dove la pena di morte è stata abolita. E comunque, nei paesi dove la pena di morte ancora è vigente, viene comminata a persone che hanno commesso dei crimini o che perlomeno sono considerate pericolose. Quanto può essere pericoloso e potente questo piccolo bambino di 23 mesi in un letto di un’unità di cura intensiva con supporti vitali! Fa tremare la vostra società dalle fondamenta. Deve essere certamente un terrorista tanto importante da circondare l’ospedale con la polizia, interrompere i voli degli aerei e da farlo sorvegliare. E che giudice zelante che si alza nel mezzo della notte e produce immediatamente il documento che l’ospedale ha richiesto come sostegno, altrimenti sarebbe stato accusato di sequestro di persona. I soli che non possono “rapire” il bambino, in questo caso, sono i suoi genitori. Ma se Alfie è figlio loro e se lo portano via, non lo stanno rapendo: come potrebbero rubare qualcosa che è già loro?

Voglio ringraziare tutti questi coraggiosi sostenitori dell’Alfie’s Army in tutto il mondo: voi non avete mantenuto il silenzio, vi siete alzati in piedi per il bene, per la vita, per la famiglia, per i deboli e per quello in cui credete. Voi siete giusti e puri; grazie, perché rimanere in silenzio ora sarebbe come essere complici del crimine.

Infine, ma non meno importante, voglio ringraziare te, Alfie. Un tale bellissimo, piccolo, giovane, innocente e pacifico bambino che ci costringe a ripensare a ciò che conta nella vita, a ciò che significano amore e compassione, a ciò che significa essere padre e madre. Tu hai tirato fuori il meglio dai tuoi genitori, li hai resi un padre (e che padre!) e una madre (e che madre!). Tu ci stai rendendo persone, ci stai rendendo umani. Tu ci mostri cosa sia l’amore, che una persona può essere amata non per quello che fa, ma perché esiste! Tu stai facendo in modo che i tuoi genitori mostrino così chiaramente come Dio, come Padre, ci ama anche se siamo malvagi, fino alla fine, donandoci il Suo Figlio per noi. Tu ci mostri il volto puro di Dio. Tu sei come il Bambino Gesù, come il nome dell’ospedale dove i tuoi genitori vogliono portarti. Tu ci mostri così chiaramente che tutte le nostre azioni hanno delle conseguenze, ogni cosa che facciamo è come se la facessimo a Lui.

Voglio dirvi questo perché un giorno verrà il giudizio di Dio, che si creda in esso oppure no. Poiché Thomas ha detto che Alfie è un figlio di Dio, voglio concludere con un famosissimo passaggio della Bibbia, dall’Esodo: Allora Dio disse a Mosè « vai dal Faraone e digli ‘Questo è quello che il SIGNORE comanda: lascia andare la mia gente!’».”

  1. Ispirato da un’omelia di Von Gallen durante la seconda Guerra mondiale
  2. Dal film “Euthanasia Deception”