Ribadisco la mia posizione sul servizio militare di leva.

Aldilà del fatto che quella militare è una vocazione (una delle più alte) e che quindi non è alla portata di tutti; considerazione che però deve essere contemperata, almeno in linea di principio, con il dovere per tutti di difendere la patria, anche in armi se necessario (quindi niente obiezione di coscienza in materia); aldilà del principio giacobino, rivoluzionario e massificante che la leva obbligatoria rispecchia; aldilà, in questo momento, della probabile inutilità e della sicura esosita’ del servizio militare riconosciuto in primis proprio dai militari stessi, occorre essere realisti. In questo senso porto la mia testimonianza.
L’ambiente, quando l’ho fatto io, era decisamente sfatto. Se il servizio militare deve servire come “formazione” o “educazione” lasciamo perdere. La disciplina era formale. Si obbediva in presenza dell’ufficiale o per timore di sanzione, per poi fare quel che si vuole. Come ho già scritto non ho mai visto girare tanta droga e andare a puttane come in quel contesto. Ho visto diversi diciannovenni arrivare come timidi ragazzini e uscire credendosi uomini per aver fatto queste esperienze. Poi, è ovvio: le occasioni di fare del bene e i buoni incontri non sono mancate e io, che pure mi ci sono divertito, posso testimoniare anche questo aspetto. Ma pensare che i militari, figli di questa società senza Dio, di un’ Italia che non coglie più gli elementi fondanti dell’italianità, di una società di persone divise su tutto, di indifferenti ed egoisti, formati anche da una mentalità di concorrenza economica spietata, più che sul costruire insieme e sul senso comunitario di appartenenza, dicevo pensare che i militari siano qualcosa di diverso in una Italia simile è utopia.
Il servizio militare non ha funzione di formare o educare, questa funzione ce l’hanno la famiglia, la scuola, la Chiesa, la società nel suo insieme. Il servizio militare ti obbliga a seguire regole formali, ma incide poco sulle regole interiori perché di queste non si occupa.
In via ideale indossare una divisa è un onore, ma se è un onore non può essere riservato a tutti perché non tutti lo meritano. Così come servire la patria in questo contesto, salvo mettersi a disposizione come in situazioni drammatiche tipo Genova, è una astrazione contraddetta sia dalla mediocrità o addirittura dalla anti-italianità della classe politica, sia della indifferenza ed egoismo dei cittadini: l’Italia oggi ha uno Stato sui cui valori fondanti in vero italiano e una persona cattolica e di destra non può assolutamente riconoscervisi.

Fonte: Piero Mainardi