(Si ripropone questo vecchio articolo perché: 1) le tematiche ivi contenute sono di grande attualità; 2) si parla di una manifestazione esistente da più di un lustro, che merita di essere conosciuta).

La quinta giornata della Buona Stampa Cattolica si è tenuta nella tranquilla chiesa di San Pietro in Tarquiano, sulle colline attorno ad Agazzano. Nonostante il relativo isolamento del luogo prescelto, un numeroso pubblico di oltre un centinaio di attenti giornalististi, laici e di prelati ha riempito la chiesa e ascoltato con attenzione le tre relazioni del giorno, senza trascurare di mostrare sostegno e generosità per il centro Manfredini di Piacenza, la struttura che si prende cura dei disabili e che, grazie alla guida di don Angelo Bertolotti, con San Pietro in Tarquiano ha ottimi rapporti: ogni estate offre ai ragazzi del centro un lieto e sereno soggiorno.

Il protestantesimo. Principi filosofici e teologici della riforma protestante. “Da una cattiva o insufficiente strumentazione filosofica può solo aver origine una teologia ancor più errata”, è il messaggio di don Marino Neri, che invita i presenti a ripercorrere gli studi di Martin Lutero, le letture che lo hanno formato e che sono servite “come la benzina che il fuoco della personalità di Lutero ha poi incendiato”. Le basi della teologia luterana sono individuabili nell’indirizzo filosofico che lui sposò e prese ad esempio: le lezioni di Guglielmo di Ockham, frate francescano nato nella cittadina inglese di cui porta il nome e morto poi in Baviera, dove era fuggito in seguito alla scomunica papale arrivata per il suo essersi schierato con l’imperatore Ludovico il Bavaro. In precedenza, le sue enunciazioni teologiche gli erano già valse una condanna da parte di papa Giovanni XXII. “Guglielmo estremizza l’onnipotenza di Dio facendone una potenza assoluta, non mitigata da sapienza e amore ma invece insondabile e “cieca”, non vincolata ad alcuna legge prevedibile. Se Dio così volesse, potrebbe condannare Pietro e salvare Giuda, e ciò sarebbe giusto perché la sua volontà è assoluta e aprioristicamente giusta. Questo è in aperta contrapposizione con la dottrina cattolica della Provvidenza, che è il governo di Dio tramite legge di purezza”.

La totale libertà d’azione di Dio comporta una netta separazione fra fede e ragione, con la prima che diventa mero “assenso volontario, fiduciale, all’azione di Dio” e la chiesa che si riduce a mero insieme dei fedeli nella loro vita mortale, senza attributi soprannaturali. “L’implicazione è che dio non si è rivelato a noi, e rimane insondabile, facendoci vedere solo le azioni che ha scelto di compiere, e che in ogni momento potrebbero cambiare secondo la sua volontà”. Ne discende anche che “è impossibile pensare di conoscere l’Uomo in quanto entità universale: potrò sempre e solo conoscere l’individuo, nel “Qui e Ora” in cui lo incontro”. Questa filosofia è servita da base per gli enunciati teologici luterani che hanno spaccato in due la cristianità. “Una rivoluzione esplosa a causa del fuoco della personalità impressionabile, sentimentale e coraggiosa di Lutero, avvicinato alla benzina della filosofia di Guglielmo, invece che da una reazione ad una pretesa corruzione della chiesa del 400 e 500, che, pur con i suoi problemi, restava santa”. Il rischio è di ripetere l’errore di incendiare nella teologia le distorte filosofie di vita dei nostri giorni. Applicare alla fede pericolosi assunti filosofici genera esplosioni, come la “rivoluzione luterana”, hanno enormi conseguenze.

La massoneria. Ritualità, iniziazione ed esoterismo. “C’è una certa spinta, anche all’interno del clero, verso una visione di compatibilità fra l’essere cattolico e l’essere massone, ma in realtà le due cose non possono mischiarsi”, sostiene Padre Paolo Maria Siano, francescano dell’Immacolata, nel secondo intervento della conferenza. Esistono una massoneria di tradizione inglese, una francese e una italiana, con delle differenze, ma in generale la massoneria viene descritta dai suoi membri come “un peculiare sistema di morale, velato da allegorie e rappresentato da simboli, che sottintende una conoscenza dell’arte mistica. Soprattutto è importante ricordare che parliamo sempre di un ordine iniziatico, quindi con un forte connotato spirituale. In più, l’iniziazione comporta cambiamenti indelebili nella vita del massone”. Ci sono molti massoni che continuano a professarsi cattolici e che cercano di accomunare e collegare le due cose, poiché essi sostengono di consacrare le loro riunioni e le loro opere a dio. Il teismo massonico è tuttavia incompatibile con la Verità Rivelata del cattolicesimo, perché la massoneria è non confessionale e sovra-confessionale, spiega padre Siano: “la massoneria è improntata ad una grande libertà d’interpretazione della religione. Ognuno può, in coscienza, riconoscervi la propria religione, ma essa non si identifica con alcuna chiesa, risultando quindi non confessionale. Allo stesso tempo, è sovra-confessionale poiché pretende di superare ed includere ogni altra distinzione confessionale, come una forma di magia dagli effetti sovrumani”. “L’iniziazione è descritta come una morte simbolica del profano che apre le porte all’emersione di un “principio divino” già insito in ogni uomo”, creando un ulteriore conflitto. “Nella visione massonica, Dio tende ad apparire come un continuo divenire di Vita e di Morte, in un ciclo naturale in cui il male è elemento inscindibile del divino. Bene e Male coesistono a formare la sola legge di Natura”. “I Maestri Venerabili degli ordini massoni sono visti come portatori di luce, e in ossequio alla visione di bene e male intrecciati, ci sono miti e credenze che legano la figura del maestro a Lucifero, passando attraverso Hiram, ritenuto architetto del tempio di Salomone, ucciso dai suoi tre collaboratori, comunque considerati come gran maestri”. L’incompatibilità con la pratica cattolica è dunque totale, secondo padre Siano. “Rituali codificati dagli uomini del ‘700 non possono essere compatibili con i riti tramandatici tramite Cristo e la sua Chiesa. Il fedele cattolico non ha bisogno di questi riti: ha i sacramenti e tutto quanto serve davvero alla sua spiritualità”.

Il comunismo. I fallimenti del nuovo ordine mondiale. “La globalizzazione è fallita perché ha seguito un modello Marxista; si è ispirata ad una visione luterana”, denuncia Ettore Gotti Tedeschi. “Come il Marxismo, la globalizzazione ha accentrato il potere sull’uomo, ma ignorandolo nella sua umanità; adottando al contempo una luterana pretesa di dividere nettamente la fede dalle opere, trattandole come se non fossero tra loro correlate. Il risultato è che il potere gestisce le azioni, e incolpa le idee per i problemi e i fallimenti”.

Gotti Tedeschi, che lavorò per anni per l’allora ministro Tremonti e che nel 2009 divenne presidente dell’Istituto Opere di Religione (IOR), ha voluto brevemente ma incisivamente ricordare che l’economia “non uccide. L’economia è uno strumento, ed è interamente colpa di chi lo usa impropriamente se esso causa inequità. L’economia è figlia di princìpi cattolici e nasce storicamente in stretta correlazione con le attività religiose. Con la “rivoluzione protestante” viene corrotta perché si genera quella interruzione fra fede e opera che determina la scorporamento del concetto di bene e male dall’azione economica, portando la miseria morale al comando”. Il capitalismo corrotto e l’inequità da esso creata portano inevitabilmente alla nascita del Marxismo come reazione. “Non è un caso che il marxismo nasca nella Germania luterana, dove egoismo, avidità e indifferenza si sono affermati come eccessi del capitalismo luterano, ovvero scorporato dalla morale”. A sua volta, la minaccia determinata dal Marxismo genera una ulteriore reazione, la deriva utilitaristica: “il valore di qualcosa non è più determinato dal lavoro che vi sta dietro, ma dall’utilità. Così nascono i grandi imperi intangibili dei servizi, delle banche, della speculazione distaccata dalla realtà”. Infatti, dopo la rivoluzione rossa, c’è un tentativo di pre-globalizzazione utilitaristica che si risolve in una crescita economica artificiale, sostenuta dal debito, che porta al crollo del 1929. La seconda guerra mondiale, più di Keynes, salva l’economia azzerando la disoccupazione e creando un nuovo mercato reale. A partire dagli anni 70 si ricomincia però a crescere artificialmente, costruendo sopra il debito. L’effetto inizialmente è contrastato dalla guerra fredda: “i due blocchi affrontano investimenti tecnologici immensi. Spendono sulle stesse cose, ma un blocco ha l’iniziativa privata a sostenerlo, l’altro no, e quindi crolla. Gli Stati Uniti vincitori accelerano il nuovo processo di globalizzazione dopo che l’URSS viene a mancare, ma senza rendersi conto che il mondo è cambiato, che si sono indebolite le frontiere e che invece di un blocco ben definito prende corpo il terrorismo. “Qual è la vera natura del terrorismo? Ci sarebbe tanto da dire, se pensiamo che l’11 settembre 2001, chiudendo la fase storica della globalizzazione accelerata, si risolve nella letterale scomparsa dai mercati del 3% della ricchezza globale”.

“E arriviamo al 2007, quando i debiti dei privati americani non vengono più pagati e alle banche vengono portati i mutui. Scoppia la bolla, e lo stato deve farsi carico del buco, nazionalizzando il debito. Pochi ne parlano, ma prima della crisi il debito pubblico USA era attorno al 60%, ed è salito di colpo al 110%, con gran parte collocato nei forzieri dell’Asia”. Tedeschi ammonisce di guardarci dalle pressioni tedesche per l’austerità a tutti i costi. “Il debito pubblico italiano è alto, ma quel che conta è il debito privato. Il primo si fa carico del secondo come garante, e l’america lo dimostra. Il privato italiano è ancora forte: sommando debito pubblico e privato, risultiamo essere appena dietro alla Germania e molto più solidi di Francia e Regno Unito, ad esempio. Tuttavia, la Germania vuole schiacciarci con l’austerità”, enfatizza Tedeschi. “Abbiamo un gran bisogno che la chiesa riprenda posizione e reintroduca i valori morali senza i quali ogni strumento, anche l’economia, diventa fine a se stesso e quindi nemico dell’uomo. Benedetto XVI aveva provato a fare esattamente questo, con l’enciclica Caritas in Veritate. Se chiedete la mia opinione, vi dico che tante pressioni le ha subite proprio per quello”.