In una città del Piemonte una Cooperativa cerca alloggi per i richiedenti asilo.

 

La cooperativa è di quelle serie. I ragazzi – africani e asiatici tra i 19 e i 30 anni – anche: frequentano lezioni di lingua e cultura italiana, lavorano, fanno stage e volontariato.

 

Eppure in città nessuno è disposto ad affittare loro un alloggio. Ma proprio nessuno. In quella città le manifestazioni contro il razzismo e contro il decreto sicurezza si moltiplicano. E molti scendono in piazza. Molti sono sensibili al problema dei rifugiati.

 

Quindi? Quindi qualcosa proprio non torna. Perché se fosse una città compattamente leghista o “di destra” lo si potrebbe capire, ma quella città ha una lunga e duratura tradizione di sinistra (nelle sue diverse, variegate e spesso contraddittorie sfumature).

 

Quindi è impossibile pensare che in quella città solo i leghisti, i razzisti e capitalisti abbiamo alloggi sfitti. Viene quasi da pensare – ma sono cattivi pensieri – che quelli che giustamente manifestano e dicono di no al razzismo e all’esclusione, preferiscano comunque farlo affittando i loro alloggi a qualcuno “un po’ meno immigrato”.

 

«Gesù – scriveva Kahlil Gibran – non condannava inesorabilmente il bugiardo o il ladro o l’assassino, ma condannava inesorabilmente l’ipocrita, il cui volto si cela dietro la maschera e la cui mano è nascosta dal guanto». La mano sinistra, ovviamente.