Gli Impubblicabili 31.07.18

30% IN MENO

Avendo lavorato da sempre nel mondo dello spettacolo, ho sempre avuto e ho tuttora amici omosessuali dei quali continuo ad apprezzare finezza di spirito e irresistibile autoironia.
Come quell’attore che ho diretto in un paio di produzioni il quale, convertito com’era dai rapporti etero a quelli omo, mi diceva sempre che non sapevo cosa perdevo, e ci facevamo quattro risate sopra.
Ecco perché, francamente, la Summer Gay Parade mi ripugna (come ogni parata del genere ripugna ai miei amici omo) per un esibizionismo farlocco che pretende di identificare il valore della persona nel corrispondente orifizio anatomico.
Sarebbe come se l’ABI (Associazione Birri Romagnoli) volesse indire, giustamente dal suo punto di vista, una falloforia sul lungomare per celebrare i propri trionfi venatori, riducendo la propria identità a un penzolo ormonale e basta: il fallo per gli uni, lo sfintere anale per gli altri.
Più che disgustoso, deprimente.
Altrettanto deprimente (e qui parlo da cattolico apostolico romagnolo) trovo la marcia di riparazione di quei cattolici “tradizionalisti” preoccupati di difendere “i valori”.
Non solo perché, a mio avviso, così si finisce per cadere nella trappola d’una provocazione in cui i Nostri hanno solo da perdere (volete mettere 200 contro 30.000?), ma soprattutto perché in questo modo si finisce per ridurre l’enormità misericordiosa del Dio incarnato alla stregua d’una ridotta di valori di sapore più Protestante e Calvinista che Cattolico Apostolico Romano.
O Romagnolo che dir si voglia.
Ma c’è un’altra considerazione. di sapore squisitamente economico, che mette in giusta luce la promozione Gnassiana del Gay Pride nostrano.
Dopo anni di Notti Rosa, Molo Street e Gay Pride infatti, dopo due mandati nei quali il sindaco ha sostituito il Divertimentificio con un Trasgressificio verosimilmente più in linea coi suoi gusti, presenze e arrivi nella nostra città, secondo gli addetti al settore (albergatori e bagnini in primis), risultano a fine luglio in caduta libera.
Meno 30 per cento, dicono.
Magari a fine stagione chi ci governa (compreso Patto Civico non più di Mario Erbetta ma di Davide Frisoni) troverà il modo di confondere i dati perché le vie della manipolazione sono infinite, ma questa sembra essere la realtà.
Realtà confermata dalla personale sensazione di ciascuno di noi che, a parte vicini di casa, parenti e amici, a parte i week end pieni di turismo di rapina, in spiaggia ormai non c’è più nessuno.
Come dire che al termine del presente mandato il calo delle presenze potrebbe arrivare al 90 per cento.
E Friburgo?, e gli anelli verdi?, e le rotatorie?, e i fila dritto?, e il pacco del mare?, e tutti i fuochi d’artificio sparati in questi anni dal sindaco più ciòfane e dinamico d’Itaglia?
Nada de nada, niente, tutto un bluff che cittadini incolpevoli e rassegnati dovranno subire assieme al Crepuscolo degli Dei delle nostre fortune turistiche.
Prossimamente in scena quest’autunno al Galli ristrutturato.
Applausi, prego.
Bruno Sacchini



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