1) la scienza economica deve essere subordinata alla morale sociale; in altra parole: il “che cosa è “ deve essere subordinato al “cosa dovrebbe essere”.
2) i bisogni del profitto e della produzione devono essere subordinati ai bisogni della gente. Quando si crea tale conflitto è necessario prendere sempre posizione in favore dei bisogni della gente.
Da questi due principi derivano una serie di corollari:
– si deve dare maggior enfasi al consumo rispetto alla produzione, in quanto il fine ultimo della produzione è il consumo e non il guadagno dei produttori. La qualità dei prodotti deve riassumere un’importanza centrale.
– si deve dare maggior enfasi alla produzione rispetto al denaro ed alla finanza, in quanto lo scopo del denaro e della finanza è la produzione.
Bisogna quindi reintegrare ciò che la scienza economica razionalista e la rivoluzione industriale hanno separato:
– il lavoro e la proprietà, per superare le sterili lotte tra capitale e lavoro
– il lavoro e la personalità degli individui, per ridare un senso umano al lavoro umano
– il lavoro e la famiglia, per superare la separazione tra luoghi di lavoro e famiglia
– il lavoro e la comunità, per creare spazi di aggregazione solidale per comparto lavorativo.
Tutto ciò rappresenta un’alternativa netta a capitalismo e social-comunismo e, in una parola, si chiama distributismo.