VERONA “CITTÀ A FAVORE DELLA VITA”. MPV: “POSSA ILLUMINARE ALTRE CITTÀ...

COMUNICATO STAMPA del presidente di Federvi P.A. Piemonte e Valle d'Aosta, in data 8 ottobre 2018   FederviPA, con il Movimento per la Vita Italiano di...

1. POPOLARISMO VS POPULISMO: NIENTE FRONTI MA TORNIAMO ALL’IDENTITA’

Oggi il termine populismo è uno dei più usati per tentare di comprendere l'evoluzione sociale e politica che sta sconvolgendo tante certezze: sono...

Il mito delle “fake news” ed il ricorso alla denuncia delle...

  Ma che cos'è esattamente una "fake news" e chi decide quando una notizia può essere definita tale? E' ormai evidente a tutti che l'introduzione massiccia...

Il silenzio dei deputati

Come tentare di osservare la crisi politica in cui si sta dibattendo l'Italia? Credo possa essere utile ricorrere ad un pensiero di don Luigi Sturzo...

Fede e diplomazia

Fede e diplomazia: la storia insegna che non sempre stanno insieme La tragica vicenda di Alfie Evans ha molte cose da insegnarci, ha diversi motivi su cui riflettere e, tra questi, uno che appare decisamente importante riguarda il ruolo della Chiesa. Premesso che la vicenda del bambino di Liverpool è una questione prima di tutto […]

L’altra Siria. Gli orrori dei «ribelli moderati»

Ciò che, nel frattempo, si è invece visto è cosa hanno lasciato a Douma i «ribelli moderati», una volta sconfitti e costretti a liberare l’area che per anni hanno controllato: una galleria degli orrori. A raccontarlo, su Gliocchidellaguerra.it, è il giornalista Matteo Carnieletto, che evidenzia particolari agghiaccianti. Come il fatto che, nelle loro aree, i «ribelli moderati» controllassero 4.000 prigionieri, ma solo 200 sono finora potuti tornare a casa. «Che fine hanno fatto gli altri 3800 prigionieri? Nessuno lo sa».

DISTRIBUTISMO: ALCUNE IDEE DI BASE

1) la scienza economica deve essere subordinata alla morale sociale; in altra parole: il “che cosa è “ deve essere subordinato al “cosa dovrebbe...

La guerra in Siria Analisi di scenario e interessi nazionali italiani

♦ Il 14 aprile 2018 USA, Francia e Gran Bretagna hanno effettuato incursioni aeree contro obiettivi del Governo siriano appoggiato da Iran e Russia. ♦ Il conflitto in Siria, esploso sulla base di contraddizioni (politiche, sociali, etniche e culturali) interne al Paese, è presto divenuto un’estensione di rivalità regionali e internazionali, tra le quali spiccano quelle tra USA e Russia, Iran e Israele, Iran e Arabia Saudita, Turchia e movimento nazionale curdo. I richiami ideali e umanitari nascondono più spesso logiche di potenza da parte degli attori esterni. ♦ Mentre varie potenze cercano di ritagliarsi una sfera d’influenza e proteggere i propri interessi in Siria, anche l’Italia dovrebbe badare al proprio interesse nazionale. Il nostro Paese non ha velleità di espansione o egemonia, ma non può far fronte alla destabilizzazione della Siria né tanto meno della regione. Il flusso immigratorio incontrollato e l’offensiva terroristica in Europa sono esempi delle ricadute negative che pesano su di noi. ♦ Incentivare il dialogo, in particolare tra USA e Russia, è essenziale affinché si trovi una soluzione di compromesso che ponga fine alla guerra e scongiuri ogni escalation. L’Italia gode di una tradizione di mediazione tra Mosca e Washington, come simboleggiato dal Vertice di Pratica di Mare del 2002.

PILLOLE DISTRIBUTISTE: IL LAVORO

In Italia è stato dato per disperso un elemento che, soprattutto dal medioevo in poi, ha contributo a rendere grande la nostra civiltà: il...

Gli USA finanziano la SAMS per il regime change in Siria

SAMS non è semplicemente un gruppo di medici siriani che si prendono cura dei feriti nelle aree devastate dalla guerra, né può essere considerato una fonte obiettiva di attacchi chimici e altre atrocità. L’organizzazione è un potente centro di lobbying finanziato dagli USAID che funziona con una determinazione risoluta a stimolare una guerra di cambiamento a regime guidata dagli Stati Uniti che metterà al potere gli islamici siriani al potere a Damasco.
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