Carmelo Coledi da bambino aveva due sogni: fare il macellaio come suo nonno e diventare un bodybuilder. Nonostante la profonda crisi economica italiana e soprattutto siciliana, ce l’ha fatta e oggi ha accettato di raccontarci la sua storia; una storia di determinazione e perseveranza, la storia di un uomo che pare non fermarsi davanti a niente.

 

Ringrazio gli amici di The Debater per avermi dato modo di raccontare la mia umile storia.

Iniziò tutto quando ero bambino. Mio nonno, che era il papà adottivo di mia madre, era macellaio. Da piccolo mi piaceva stare con lui, e fin da subito ho sempre voluto fare il suo mestiere. Molto spesso andavo nella stalla e nel pollaio, e stare lì era una vera goduria. Crescendo, la passione si fece sempre più forte, tanto che dopo la scuola invece di riposare andavo ad aiutare nell’attività. Poi dovetti fare il militare, ma dopo il periodo e dopo qualche concorso andato male, i miei accettarono di farmi rilevare la sua macelleria, che cominciai a gestire con quella che sarebbe poi diventata mia moglie. Fu una vera e propria sfida, ma ero determinato e non volli fermarmi di fronte alle difficoltà di mandare avanti un’attività commerciale nella mia terra, nella quale io credo e alla quale sono assai legato.

Dopo due anni ci siamo spostati in un locale più grande e lì siamo rimasti per più di vent’anni, dal 1993 al 2016. Ci sono state molte disavventure (tra cui due volte la mucca pazza), ma ero innamorato del mio paese e del mio lavoro e ho così scommesso sulla mia passione. Il lavoro della macelleria poi, siccome a me piace innovarmi, iniziò a trasformarsi: cominciammo a non vendere più soltanto tagli di carne, ma a proporre dei veri e propri preparati; così diventammo anche una specie di gastronomia. Non fu facile, poiché le casalinghe che erano nostre clienti tendevano a preparare da sé le pietanze; ma quando si resero conto della qualità dei prodotti e della passione che ci mettevamo, i preparati ebbero infine successo. Finì che si vendevano quasi di più i preparati dei semplici tagli.

Carmelo con le sue bresaole

Nel 2016 abbiamo fatto un’altra scommessa, aprendo il bistrot Crudo, Cotto e Mangiato che, nonostante la crisi dell’Italia e soprattutto del sud, ha preso il volo quasi subito. Il motivo? La qualità della materia prima: non ci riforniamo più dalle grandi ditte, bensì dai piccoli produttori della zona, favorendo il chilometro zero e garantendo l’assenza di qualunque additivo. Allo stesso tempo offriamo ai clienti i più svariati tipi di prosciutti, mortadelle, salami, bresaole, tutti di rigorosamente di nostra produzione. Abbiamo deciso di puntare sulla qualità, e questo ci sta senz’altro ripagando.

Per quanto riguarda la mia altra grande passione, il bodybuilding, tutto cominciò quand’ero ancora un bambino, come per la macelleria. All’età 7 anni vidi su una rivista una foto di Steve Reeves con Silvia Coscina, e fui attratto da quei muscoli; così mi ripromisi di diventare un giorno come lui. Crescendo, come dicevo, ero solito aiutare in macelleria; un po’ per imparare il mestiere e un po’ anche per mettermi alla prova, sollevando pezzi di carne sempre più pesanti. Con gli amici poi si faceva la lotta e ci si misurava ogni giorno. Costruii i primi pesi col cemento e iniziai ad allenarmi coi ragazzi; poi assieme comprammo le prime riviste e pian piano fummo in grado anche di comprare i primi veri pesi. Costruimmo la prima palestra in uno scantinato, grazie alle abilità da falegname di uno di noi.

Carmelo in gara

Dopo qualche anno di fermo in cui dovetti seguire la macelleria, ripresi ad allenarmi nel ’96 e cominciai a vincere primi e secondi primi in alcune competizioni. Nel 2006 vinsi i campionati europei di IBFA a Rossano Calabro e nel 2007 aprii la mia prima palestra, ABC. Dopo qualche anno, nel 2011, aprii la Olimpia a Nizza di Sicilia. Nel 2016 lasciai anche quella perché le due passioni erano incompatibili, così tenni la palestra come hobby e mi dedicai al bistrot a tempo pieno, come sto facendo tutt’ora.

Carmelo con sua moglie e l’atleta paralimpica Nicole Orlando

Ma le più grandi soddisfazioni le ho avute coi miei ragazzi disabili, che seguo attraverso la AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e coi quali spesso organizzo manifestazioni ed eventi. L’amore e la riconoscenza che ricevo dai miei ragazzi valgono più di mille premi; e questo è un traguardo che non mi ero prefissato, ma che sono stato felicissimo di tagliare.

 

Qui potete trovare la pagina Facebook di Crudo, Cotto e Mangiato