Di recente è aumentata l’attenzione sul fenomeno di body shamingovvero del bullismo sull’aspetto fisico.
Un corpo può essere reputato troppo magro, troppo grasso, troppo tatuato, troppo mascolino e chi più ne ha più ne metta, perché per le critiche c’è sempre spazio, soprattutto quando sono rivolte agli altri.
Body shaming vuol dire sentirsi capace di giudicare il corpo altrui, senza utilizzare filtri per le proprie parole. Vuol dire non pensare di riuscire ad offendere la persona alla quale quelle critiche sono rivolte, o addirittura non riuscire a comprendere il dolore che un simile gesto può generare.

Ha causato molto scalpore il caso di body shaming contro le amiche della blogger italiana Chiara Ferragni, presenti al suo addio al nubilato. Le ragazze sono state definite “rotonde ma felici”, in un articolo di una nota testata italiana, che ha modificato il testo (pubblicato online) più volte dopo la pronta e infervorata risposta della Ferragni che ha lanciato l’hashtag #Bodyshamingisforloserssubito diventato tendenza.

I casi di body shaming sono molteplici, ma per ovvie ragioni tratterò in questa sede solo di alcuni.

Il caso che forse più mi ha convinta a scrivere quest’articolo è quello che vede protagonista Grant Gustin, l’attore che interpreta Barry Allen nella serie “The Flash”.
Mercoledì 8 agosto è stata pubblicata sui social una foto scattata di nascosto sul set della quinta stagione della serie sopracitata, ritraente Gustin con indosso la nuova tuta del supereroe. Le critiche non hanno tardato a farsi sentire. Esse soprattutto si sono concentrate sull’essere troppo esile per interpretare un supereroe.

Gustin si è pronunciato in un lungo discorso su Instagram in cui ha difeso il lavoro dei costumisti della serie e ha poi spiegato come abbia avuto fin da piccolo problemi col suo fisico, più che altro dettati da ciò che gli altri dicevano sulla sua corporatura.
Di seguito il suo messaggio:

Read this if you have good enough eyes.

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“A proposito di quella foto trapelata. È una bella tuta. Quella è una foto terribile che non sapevo fosse stata scattata, tantomeno pubblicata. Alcune cose devono essere sistemate e ci stiamo lavorando. Ci arriveremo.
Per quanto riguarda il body shaming. È questo che mi fa arrabbiare. Non solo per la mia esperienza. Ho alle spalle più di 20 anni in cui bambini e adulti dicevano a me o ai miei genitori  che ero troppo magro. Ho fatto il mio percorso di accettazione. Ma c’è questo finto standarddove va bene parlare male del corpo altrui. Io faccio del mio meglio per rimanere in forma e prendere quanta più massa mi è possibile durante le stagioni [della serie]. Io sono di corporatura magra e il mio appetito è fortemente influenzato dallo stress. Lo stress è qualcosa che scorre in me durante l’intera stagione. Perciò prendere peso è una sfida per me […] Ho fatto un’audizione per una parte che non avrei mai sognato di ottenere. Ma sono qui, 5 stagioni dopo. Sono felice del mio corpo e di chi sono e altri ragazzi con un fisico come il mio o anche più magri dovrebbero potersi sentire allo stesso modo. Non solo, ma dovrebbero potersi sentire in grado di interpretare un supereroe in tv, o in un film, o ovunque[…]”

Cercando di essere il più obbiettiva possibile e di non parlare da fan della serie tv, concordo con gli stessi sceneggiatori nel dire che Grant Gustin è il perfetto Barry Allen. Muscoli o no, la sua recitazione è impeccabile ed è questo quello che conta veramente.

Alcune volte, però, le persone non sanno tenere a freno la lingua e credono di poter giudicare tutto ciò che passa di fronte ai loro occhi.
Ciò che bisognerebbe capire quando pensieri malevoli si affacciano alla nostra mente è come l’altro potrebbe sentirsi.

L’ultimo caso che voglio portare alla vostra attenzione risale allo scorso aprile e riguarda l’attrice Caity Lotz. Vivendo anche lei una situazione di body shaming ha voluto pronunciarsi non tanto per difendere se stessa, quanto per incoraggiare gli altri ad amarsi per come sono.
Voglio concludere con il suo messaggio facendo riflettere su due fattori: il body shaming è una forma di bullismo e in quanto tale va contrastato, ma è importante anche amare noi stessi guardando oltre il nostro corpo, scoprendo di avere tanto da offrire, partendo dalla nostra mente e dal nostro cuore.

“Alcune persone pensano che il mio corpo sia troppo muscoloso, troppo magro, troppo mascolino. Qualcuno penserà che è bellissimo, potente, sexy.
Fatico ad accettare la mia corporatura? Mm sì.
Mi piacerebbe avere le curve di Sofia Vergara? Mm sì, ma se tutti noi apparissimo uguali sarebbe noioso. Come dipingere il tramonto con un solo colore.
Tutte le giuste curve al posto giusto? Non c’è giusto e sbagliato quando si parla del corpo che Dio ti ha donato.
Vedo tanto di quel body shaming online, se il corpo di qualcuno non è di tuo piacimento…Beh tienitelo per te. Non è il tuo corpo e far sentire le persone insicure non aiuterà loro e sicuramente non aiuterà te”.