Fonte: Le Iene

Qui di seguito la trascrizione del video.

Che cosa è un Bitcoin?

Bitcoin in ambito digitale è un bene che è trasferibile ma non duplicabile. Si può trasferire ma non si può copiare. Noi immaginiamo che tutti i file (i documenti, le canzoni, i video) siano duplicabili. E invece Bitcoin è qualcosa di digitale e al tempo stesso non duplicabile.

È possibile una cosa del genere? Si, è possibile!

Quando parliamo di Bitcoin parliamo di qualcosa di simile a una moneta come l’euro o come il dollaro?

Non proprio perché non solo Bitcoin non è duplicabile, ma è anche scarso come quantità.
Non se ne può aumentare arbitrariamente la quantità, mentre invece di tutte le monete viene regolarmente aumentata la quantità da parte dei Banchieri Centrali. Ecco che allora Bitcoin assomiglia più all’equivalente digitale dell’oro che a una moneta.

Che cosa vuol dire che non possiamo aumentare la quantità di Bitcoin? Esiste già un limite prefissato?

C’è già un limite fisso preimpostato a 21 milioni di Bitcoin. A deciderlo è stato chi ha inventato il protocollo iniziale e ad accettarlo sono stati tutti quelli che lo hanno adottato e facendolo hanno di fatto convalidato questa scelta.

In questo momento ce ne sono in circolazione circa 17 milioni e arriveremo 21 milioni nel 2140 Quindi quando io e te saremo morti.

Tra un Bitcoin e un EURO che differenza c’è?

L’EURO è in qualche maniera garantito dalla Banca Centrale Europea ed è garantito soprattutto da un contratto sociale – si dice che ha corso legale. Se io ho un debito e voglio saldarlo in euro il creditore non può rifiutarsi.

Invece Bitcoin è una moneta privata, ma abbiamo detto già che è più oro che moneta, non è garantito da nessuno se non dalla matematica e dalla crittografia che ci sono dietro e che possono essere affidabili almeno quanto un banchiere centrale.

Perché è nato Bitcoin?

Bitcoin è un sogno di un movimento noto come cypherpunk che pensa che la crittografia sia una specie di arma per la libertà e quindi questo movimento futuristico ha pensato a una moneta che fosse privata, non controllabile da governi, non controllabile da Banche Centrali.

Ma perché Bitcoin dovrebbe essere libero rispetto a Euro, Sterlina o Dollaro?

Per due motivi. Perché non ha un emittente, non ha un banchiere centrale e perché non ha bisogno di intermediari per le transazioni. Non c’è bisogno di una banca per trasferire valore da un utente a un altro utente se usano Bitcoin.

Bitcoin usa semplicemente internet per fare una connettività peer-to-peer – da punto a punto – e qui non c’è bisogno di alcun intermediario per trasferire valore.

Se ti devo fare una fattura di 1000€ io vado sul mio internet banking, metto il tuo IBAN, do ordine alla banca di prendere dal mio conto 1000€ e di darli a te. Sostanzialmente questa transazione passa da un intermediario che in questo caso è la banca. Se io invece ti volessi pagare in Bitcoin?

È un po’ come pargarmi in contanti, oppure un po’ come pagare in oro o un po’ come pagare in diamanti perché sono tutti strumenti al portatore che non richiedono intermediari.

Quindi secondo questo concetto se un domani Bitcoin soppiantasse quelle che sono le valute conosciute, questo significa che potremmo fare a meno delle banche?

Fare a meno delle banche non lo so perché le banche offrono tanti altri servizi oltre a facilitare i pagamenti. In realtà io non penso che Bitcoin soppianterà il sistema bancario. Bitcoin creerà una concorrenza virtuosa che farà in modo che anche l’euro, il dollaro e la sterlina per resistere a questa concorrenza dovranno intraprendere dei percorsi più virtuosi.

Il ruolo della banca ha anche il ruolo di garante in un certo qual modo. Se si elimina questa questa presenza, chi fa da garante?

Se la preoccupazione qui è su chi garantisce, chi rende affidabile Bitcoin allora ti rispondo che è la matematica, è la crittografia. Chi ti garantisce che due più due fa sempre quattro? La matematica, perciò la stessa cosa garantisce l’affidabilità del protocollo Bitcoin.

Però non c’è niente di fisico! Un tempo i pagamenti avvenivano in oro, poi questo oro è stato preso dagli Stati è messo a garanzia e sostituito dalle banconote. C’era però quello oro fisico a garantire il valore di questa banconota.

Non vorrei deluderti. Oggi quello fisico non garantisce più le banconote. Oggi la moneta non è più redimibile in oro. Se poi pensiamo che il dollaro statunitense dal 1913 – quando è stata creata la Federal Reserve – ha perso il 96% del suo potere d’acquisto, allora capiamo che tutte le monete cosidette Fiat money, monete che hanno dietro una banca centrale e che non sono più convertibili in oro almeno dal 1972, sono monete che inevitabilmente tendono a svalutars.

Ecco allora che l’idea di una moneta privata o meglio di un oro privato è qualcosa che invece potrebbe garantire la preservazione del valore nel tempo.

Io so che se si parla di Euro è tangibile il valore è quello che io ho in mano. Come fa ad essere tangibile anche il valore di una moneta che fondamentalmente esiste solamente nella rete virtuale?

Bhe, allora, le canzoni che ascoltiamo oggi sono digitali, non hanno più una loro fisicità.

Le foto non le stampiamo più. Abbiamo imparato che qualcosa di digitale può essere utile tanto quanto qualcosa di tangibile e di fisico.

Quindi il valore di un Bitcoin da cosa è dato? Chi lo decide?

Lo decide il mercato.

Che cos’è il mercato?

La domanda e l’offerta di Bitcoin.

Più gente acquista Bitcoin e più Bitcoin acquisice valore?

Se oggi diciamo che un Bitcoin vale 10.000€ è perché c’è qualcuno in giro per il mondo che è disponibile a spendere 10.000€ per un Bitcoin. Non è che le cose hanno valore perché c’è un editto che attribuisce valore. Le cose hanno valore perché gli esseri umani danno valore alle cose. Questo valore si esprime tramite un prezzo.

Questo però è un valore che è soggetto a continue variazioni, volatile e contrario di volatilità è stabilita. Bitcoin a occhio sembra che sia un qualcosa di molto più volatile che stabile rispetto a una moneta tradizionale o sbaglio?

Certamente. Ma d’altronde se siamo di fronte all’ipotesi di aver inventato l’oro digitale, questo è naturalmente un processo di consapevolezza faticosa e quindi volatile. Tante più persone si convincono che siamo di fronte a l’oro digitale tanto più Bitcoin prende valore. Se poi Bitcoin acquisisce troppo valore e altri pensano che sia un implausibile che possa continuare a crescere di valore, allora lo vendono. Questo processo va avanti con volatilità spaventosa da circa 9 anni ma ricordiamoci degli ultimi 6 anni Bitcoin aumentato di valore 10.000 volte quindi il trend è chiaramente un trend di crescita. C’è una fetta crescente di umanità che si rende conto che l’idea dell’oro digitale è un’idea sostenibile.

Per si parla di Bitcoin come oro digitale?

Perché Bitcoin è un bene scarso e non riproducibile, è l’unica cosa che a livello digitale luccica. Sembra essere proprio l’equivalente digitale dell’oro.

Ha sempre però qualcosa che non infonde sicurezza. Per esempio io scarico la app per convertire in euro in Bitcoin associo adesso una carta di credito o il mio conto in banca per trasformare 100€ in Bitcoin. A me che mi dice che quei 100€ non sono andati a ricaricare una Postepay di qualcun altro?

È chiaro che mi spaventa un po’ perché non siamo abituati all’idea che qualcosa di puramente digitale possa avere valore e quindi siamo anche un po’ impacciati nel decidere come conservare con sicurezza questa sequenza di lettere e numeri. Però faccio un esempio e all’inizio degli anni 90 mandare un’email era una cosa complicatissima.

Oggi chiunque con uno smartphone invia un’email senza alcun problema. Oggi detenere Bitcoin è complicato. Tra 10 anni probabilmente sarà una cosa semplicissima e alla portata di tutti.

Sembra un qualcosa che non esiste. Èè un qualcosa che non puoi metterti in tasca che non puoi suddividere in monete e banconote che probabilmente spaventa dà poca fiducia.

È il problema di imparare ad avere fiducia. Oggi siamo tranquilli che i nostri soldi, che sono per la gran parte elettronici, non siano tangibili, stiano nelle banche di cui ci fidiamo. Fondamentalmente sono dei trasferimenti elettronici. Quando viene pagato il tuo stipendio nessuno ti dà una mazzetta di banconote in mano. Alla stessa maniera io quando compravo la musica amavo avere i CD, i miei figli invece si accontentano di averla sul cellulare liquida. Quando io compravo un videogame andavo in un negozio fisico, oggi mio figlio con la PS4 lo scarica direttamente da Internet. Quindi questo non significa che non abbiano valore le cose immateriali.

Ipotizzando che un domani la nostra società diventerà pronta per avere solamente delle criptovalute al posto delle tradizionali, come si farà ad esempio ad avere un mutuo se non ci sarà più la banca.

Il mutuo ha a che fare col concedere credito. Vuol dire che chi ha delle risorse le presta a qualcun altro oppure che queste risorse vengono create dal nulla come avviene con le monete oggi. Questo processo potrà andare avanti anche in futuro con nuove monete che abbiano Bitcoin come riserva. Un po’ come una volta si usava l’oro a riserva delle monete, così domani si potrà usare Bitcoin a riserva di altre nuove criptovalute con cui si potrà fare credito.

Quindi comunque il sistema permetterà di avere un accesso creditizio potrà esistere ugualmente?

Magari prenderà altre forme, magari potranno esserci banche che si occupino di accompagnare gli investimenti, di fornire coperture assicurative o magari faranno da forzieri per i Bitcoin delle persone.

Perché uno dovrebbe pensare che la crittografia sia un qualcosa di più sicuro di una banca centrale?

Qualunque ente fatto da uomini e quindi gestito con dei criteri che sono modificabili nel tempo, ha evidentemente una grande flessibilità, ma al tempo stesso anche una grande fragilità. L’elemento umano può fallire. Ciò che invece è basato su sistemi algoritmici, quindi su software su matematica, su crittografia evidentemente non ha la flessibilità delle decisioni umane ma un rigore che non può essere corrotto.

Quello di cui mi sta parlando a che fare solamente con i Bitcoin o è una realtà a sé che teoricamente potrebbe avere anche altre applicazioni?

Le applicazioni della crittografia sono tante.

La prima è difendere la privacy (per esempio delle nostre conversazioni, oggi sono facilmente controllate e quindi spiate da tutti a livello di massa).

In qualche maniera Bitcoin è l’equivalente della crittografia per quello che riguarda il valore. Cioè è un po’ come se la crittografia difende la riservatezza delle nostre comunicazioni Bitcoin può difendere la riservatezza di quel sottoinsieme di comunicazioni che sono le transazioni finanziarie.

Quindi mi sta dicendo sostanzialmente che una transazione Bitcoin è molto più sicura e soprattutto che quel valore che io converto in Bitcoin è più sicuro rispetto un valore che ho depositato presso la banca?

Sicuramente è inconfiscabile. È facilmente trasportabile: se si sta scappando dal Venezuela tentando di mettere in salvo i propri risparmi si può attraversare la frontiera con una frase nella propria testa (le parole chiave per rigenerare il mio portafoglio) e quella frase rappresenta del valore che non può essere confiscato.

Quindi da questo punto di vista Bitcoin è trasferibile istantaneamente con straordinaria sicurezza, è possibile conservarlo con un costo straordinariamente basso.

Da questo punto di vista promette di dare sovranità finanziaria a chiunque.

Non c’è più il datore banchiere centrale o governante che possa impropriamente decidere di mettere le mani nel nostro portafoglio e prelevare a sua discrezione.

Quindi innesca un dialogo più democratico in cui il pagamento delle tasse e il rispetto del contratto sociale siano scelte volontarie e non scelte imposte.

Pensiamo anche a strumenti che difendono il cittadino da uno strapotere dello Stato.

Mi stai parlando di un bene rifugio?

Assolutamente. Bitcoin è un bene rifugio.

C’è qualcuno che sostiene che proprio grazie a queste caratteristiche che Bitcoin serve proprio alle mafie e alla malavita per riciclare il ripulire e trasferire denaro illecito.

Non è che siccome qualcosa viene usato male o in maniera criminosa allora sia cattiva di per sé. Il crimine va perseguito senza però demonizzare Bitcoin che è una straordinaria innovazione.

Ma secondo te è vero che è diventato il bene rifugio della malavita?

Non è ancora vero, nel senso che l’Europol ad esempio ha dichiarato qualche mese fa che non c’è evidenza di terroristi che usino Bitcoin. Il tesoro inglese ha messo le valute digitali come Bitcoin all’ultimo posto tra i rischi dal punto di vista del riciclaggio di denaro sporco.

Al primo posto ha messo le banche, gli studi commercialisti e gli studi legali.

È chiaro che tanto più Bitcoin si diffonderà tanto più anche i criminali, purtroppo, lo utilizzeranno.

Questo forse anche perché Bitcoin non è tracciabile?

Anche questa è una fandonia. Il registro pubblico delle transazioni di Bitcoin è appunto pubblico, quindi è ispezionabile da chiunque.

Questo vuol dire che se io ti pago in Bitcoin, qualcuno può vedere che io ho dato 1000€ a te?

No. Qualcuno può vedere che l’equivalente di 1000€ in Bitcoin sono stati trasferiti da qualcuno a qualcun altro. Non è possibile associare i nominativi delle persone, ma la transazione è evidente per tutti.

Però se si può vedere una transazione ma non si può capire nei chi l’ha fatta né chi l’ha ricevuta questo non equivale a un’intracciabilità?

Questo equivale a una parziale intracciabilità perché magari è stato registrato che quei Bitcoin sono stati comprati su un Exchange quindi sono associate a una persona, oppure un certo punto chi li spende li spende in un posto reale in un negozio e se qualcuno è un criminale, in quel momento può essere preso con le mani nel sacco. Bitcoin è paradossalmente più trasparente, ma è anche più rispettoso della privacy. D’altronde è sicuramente meglio del contante Quindi se ci sono dei criminali in ascolto io suggerisco di non usare Bitcoin perché Bitcoin lascia delle scie elettroniche indelebili cosa che il contante non lascia.

Se Bitcoin prendesse veramente piede che effetto avrebbe ad esempio sull’ economia italiana?

Io direi che effetto avrebbe sull’economia globale. Sull’economia globale che è un’economia basata sulla crescita del debito, potrebbe avere un effetto di contrazione.

Siccome il debito cresce, cresce e cresce, prima o poi questi debiti andranno pagati.

Quindi Bitcoin, che non permette i debiti, in qualche maniera aiuta a fare in modo che si attivino dei percorsi più virtuosi in cui la crescita non sia una crescita fidanzata soltanto dal debito.

Bitcoin come la criptovaluta in generale sta prendendo piede. Non è che le banche si incazzeranno?

Beh già oggi le banche dimostrano perlomeno un certo fastidio rispetto a Bitcoin.

È possibile che ci siano tentativi di demonizzazione del fenomeno. In qualche modo potrebbe anche essere immaginabile un approccio così aggressivo verso Bitcoin perché viene percepito come un bene rifugio che permette alla gente di mettere i propri risparmi lì invece che su alternative più precarie. Però c’è una globalizzazione che è inarrestabile. Oggi proibire qualcosa diventerebbe tecnicamente difficile e culturalmente perdente.

E comunque mi stai dicendo che non lo si potrebbe bloccare?

Bitcoin a mio avviso è inarrestabile.

Bitcoin un domani non potrebbe essere reato?

Proibire qualcosa di solito ne fa solo aumentare il valore.

I geni della finanza si dividono. C’è chi dice che è una rivelazione, che è l’investimento del secolo; c’è chi dice che nella realtà è una bolla destinata a scoppiare in breve tempo.

Qualcun altro dice anche che Bitcoin non è una bolla ma che è lo spillo che bucherà altre bolle, come ad esempio la bolla del debito.

Io penso che Bitcoin non sia una bolla e non sia una truffa. Perché lo penso? Perché l’oro c’è e luccica. Io penso che sia un esperimento l’idea di inventare loro digitale. Come tutti gli esperimenti potrebbe anche fallire, ma non vedo sinceramente all’orizzonte delle motivazioni tecniche chiare per cui l’esperimento debba fallire.

Chi è secondo te che oggi dovrebbe convertire una parte dei propri risparmi in Bitcoin e perché dovrebbe farlo?

Tutti ma una parte molto piccola, perché è un investimento estremamente rischioso. L’importante è fare degli investimenti di cui si possa sostenere ragionevolmente la perdita.

Quello che è successo negli ultimi mesi è un segnale? Tutti abbiamo visto che è partito in alto come una fucilata. Poi nel giro di qualche settimana è crollato di quasi il 40%. Perché?

Perché comprendere se è oro digitale è un processo difficile che crea confusione. Il prezzo di qualcosa è il processo con cui mercato realizza e mette a fuoco quale sia il valore di un bene. Quale sia il valore di Bitcoin oggi è ancora confuso e quindi il prezzo oscilla molto.

Sconsiglio di guardare il prezzo Bitcoin ogni giorno od ogni settimana. Se lo guardiamo sul lungo periodo, negli ultimi sei anni è cresciuto centomila volte. Nel 2017 è cresciuto 10 volte.

Nel 2018 cosa succederà?

Io spero che Bitcoin si stabilizzi per un po’, prenda un po’ di fiato perché a questi ritmi di crescita l’euforia diventa eccessiva e anche le paure diventano altissime. Ma è veramente difficile dirlo.

Anche perché oggi sappiamo che certi fenomeni o hanno una crescita altissima o muoiono. Di conseguenza è difficile per Bitcoin “tirare a campare”. Quanta più gente realizza che Bitcoin è oro digitale, tanto più le sue quotazioni salgono e la confusione e il rumore e la volatilità continuerà ad aumentare.