“Cara Angela ognuno ha la sua Corea”. Così Gianni Morandi ha chiosato sui social dopo la disfatta della nationalmannschaft.

Senza dubbio la sorprendente impresa della Corea del Sud che spedisce a casa la Germania campione uscente sarà ricordata a lungo negli annali del calcio mondiale, proprio come la vittoria della piccola Islanda contro l’Inghilterra agli ultimi Europei del 2016, compiuta nello stesso giorno il 27 giugno, due giornate storiche a soli due anni di distanza. Il sito internet della federazione calcistica sudcoreana celebra l’impresa inaspettata della nazionale con le immagini di un popolo in festa davanti ai maxischermi.

Dal campionato del mondo del 2002 disputato proprio in Corea, la Germania era sempre arrivata in semifinale, vincendo nel 2014 la finale in Brasile contro l’Argentina di Leo Messi. Lo spartito in parte già scritto nella prima gara contro il Messico, costituito da una squadra fragile davanti alle rapide ripartenze avversarie e incapace di riprendere in mano il suo destino calcistico, si è riproposto contro un’arrembante Corea, a tal punto che il goal del raddoppio della Corea di Son Heung-Min con la porta completamente sguarnita di Neuer, si potrebbe commentare con Holly e Benji dei Gem Boy: “Ma l’avversario in quel momento dov’è?”. La squadra asiatica grazie anche alla prontezza di riflessi del suo agile portiere Cho Hyun-Woo, ha mantenuto in equilibrio la partita fino alla vittoria negli ultimi minuti, mettendo in campo una tenacia agguerrita da samurai.

Non va dimenticato che la Corea del Sud tra le nazionali asiatiche, è fino ad ora quella che conta più partecipazioni nel campionato del mondo, addirittura la prima presenza risale al mondiale disputato in Svizzera nel 1954 vinto dalla Germania dell’Ovest; raggiunse anche la semifinale nel mondiale disputato in casa del 2002, pur con qualche favore arbitrale. Una tradizione che si impreziosisce notevolmente con il successo storico di misura sulla nazionale teutonica.